I 23 Giusti modenesi: un monumento per non dimenticare chi salvò vite umane

Nel cuore del Parco dei Mutilati ed Invalidi di Guerra di Modena, un nuovo monumento scolpito dagli studenti dell’Istituto d’Arte Venturi rende omaggio ai 23 cittadini modenesi riconosciuti “Giusti tra le Nazioni”. Un boschetto di cipressi e due mani che si stringono per raccontare storie di coraggio silenzioso, di umanità oltre ogni confine.

Un monumento per la Memoria

È stato inaugurato lo scorso 2 dicembre 2025, nel Parco dei Mutilati ed Invalidi di Guerra di Modena Est, il monumento dedicato ai ventitré modenesi “Giusti tra le Nazioni”. L’opera, che raffigura due mani scolpite che si cercano e si stringono, è circondata da un boschetto di 23 cipressi, uno per ogni Giusto riconosciuto.

Il progetto, fortemente voluto e promosso da ANMIG Modena, ha visto la collaborazione della Provincia, del Comune e della Fondazione di Modena. Un ruolo centrale è stato ricoperto dagli studenti della classe 5ªF dell’Istituto d’Arte “A. Venturi”, guidati dal professor Mattia Scappini, che hanno realizzato l’opera nell’ambito del concorso “Esploratori della Memoria”.

Chi sono i “Giusti tra le Nazioni”

Il titolo di “Giusto tra le Nazioni” (in ebraico Chasidei Umoat HaOlam) è un’onorificenza conferita dallo Yad Vashem, l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah di Israele, a tutti i non ebrei che, a rischio della propria vita, hanno salvato anche un solo ebreo dalla deportazione e dai campi di sterminio. Dal 1962, questo riconoscimento ufficiale celebra chi ha scelto la via più difficile: quella dell’umanità.

Al 2022, i Giusti riconosciuti nel mondo erano 28.217, di cui 766 italiani. Grazie alle ricerche di Giovanni Carlucci, socio di ANMIG Modena, l’elenco dei modenesi si è arricchito fino a raggiungere il numero di 23, tra singole persone e intere famiglie che misero a repentaglio la propria esistenza per salvare quella degli altri.

Le storie dei Giusti modenesi

Dietro ogni nome inciso sulla lapide c’è una storia di straordinario coraggio. Ecco alcuni dei protagonisti:

  • Don Arrigo Beccari e Giuseppe Moreali: Il sacerdote e il medico di Nonantola organizzarono la fuga in Svizzera di un gruppo di circa 100 bambini e ragazzi ebrei ospitati a Villa Emma, dopo l’8 settembre 1943. Don Beccari venne arrestato ma non rivelò mai le sue attività.

  • Odoardo Focherini e Don Dante Sala: In stretta collaborazione, salvarono oltre cento ebrei, fornendo loro documenti falsi e organizzando la fuga verso la Svizzera. Focherini venne arrestato l’11 marzo 1944 e morì nel campo di concentramento di Hersbruck il 27 dicembre dello stesso anno.

  • Famiglia Andreoni: Gildo, Rosa ed Elisa Muzzarelli nascosero per un anno la famiglia Valabrega nella loro casa a Ospitale, frazione di Fanano, condividendo con loro tutto ciò che avevano.

  • Antonio Lorenzini: Impiegato comunale a Lama Mocogno, fornì documenti falsi a numerosi ebrei, tra cui il professor Vittore Colorni e la sua famiglia, permettendo loro di rifugiarsi a Roma.

  • Famiglie Casolari, Serafini, Romani, Succi: Una rete di solidarietà a Pavullo nel Frignano che nascose e assistette le famiglie ebree dei fratelli Neppi, con Cristina Casolari che faceva la spola in bicicletta tra le varie case per portare viveri e tenere i contatti.

  • Coniugi Borghi – Caleffi: Silvio e Lidia nascosero nella loro casa i figli della famiglia Talvi e organizzarono la loro fuga in Svizzera, un’impresa che ripeterono anche per altri ebrei.

Un testimone per le nuove generazioni

Il monumento non è solo un luogo di memoria, ma un messaggio per il presente e il futuro, in un’epoca segnata da conflitti e indifferenza, queste storie di umana solidarietà sono un faro di speranza.

L’opera, che si inserisce nel più ampio impegno dell’associazione per mantenere vivo il ricordo del sacrificio di chi ha lottato per la libertà, rappresenta un “testimone che passa di mano in mano”, affinché l’esempio di chi scelse l’umanità continui a germogliare nel tempo.

Per approfondire le storie di ciascuno dei 23 Giusti modenesi, puoi consultare il fascicolo completo con biografie e fotografie, realizzato da ANMIG Modena in collaborazione con il Museo Ebraico di Bologna.