Notiziario ANMIG Modena n. 2/2026: memoria, scuola e comunità tra Costituzione e Resistenza

Questo numero 2/2026 del Notiziario di ANMIG Modena racconta un anno denso: la premiazione regionale del concorso “Esploratori della Memoria”, dedicata ad Angela Ricchi; il gemellaggio con la sezione di Lecco; il riconoscimento del ruolo delle donne nella Resistenza e nel voto del 1946; l’impegno per i nuovi “Giusti tra le Nazioni” e la partecipazione alla vita civile della città. Un racconto corale, tra scuola, archivio e territorio, che rinnova il mandato dell’Associazione: custodire la memoria e trasformarla in responsabilità verso il futuro.

Una giornata dedicata alla memoria e ad Angela Ricchi

Il 15 maggio 2026, nella Sala Ulivi di Modena, si è conclusa l’edizione 2025/26 del concorso nazionale ANMIG “Esploratori della Memoria” per l’Emilia-Romagna. La giornata è stata dedicata ad Angela Ricchi, componente del Consiglio Direttivo prematuramente scomparsa, che aveva partecipato alla commemorazione del 110° anniversario del campo di prigionia di Sigmundsherberg, in Austria. La premiazione ha visto la partecipazione in presenza e da remoto di scuole di tutta la regione, con la presentazione di elaborati, documentari e percorsi di ricerca sui monumenti del Novecento.

Il presidente di ANMIG Modena, Adriano Zavatti, ha introdotto i lavori; la vicepresidente Roberta Cavani ha coordinato la premiazione, con il supporto di Elena Monari dell’Istituto Storico di Modena e Franca Ferrari di ANMIG Modena. Nel corso dell’evento, in coincidenza con l’80° del voto femminile, è stato presentato il volume Donne invisibili. La Resistenza femminile nella Bassa modenese di Fabio Montella (edito da Bibliotheka), con un ricco apparato iconografico in gran parte inedito.

Le scuole “Esploratrici” e il censimento delle Pietre della Memoria

Il concorso, giunto in Emilia-Romagna alla dodicesima edizione, ha diplomato 214 studenti, 17 docenti e 7 dirigenti, con 53 pietre censite, 7 video multimediali, 3 itinerari della memoria, 2 modelli realizzati con materiali di recupero e 2 documenti originali. Dall’avvio del progetto, in regione sono state censite 2.874 pietre e consegnati 5.442 diplomi a 163 scuole.

Tra i lavori premiati:

  • I.C. Poviglio Brescello – Primaria “T. Righi” (classi 4^A e 4^B): 11 lapidi e pietre d’inciampo analizzate, tre ebook e un percorso di educazione alla pace.

  • I.C.S. Medicina – Primaria “G. Zanardi” (2^C): itinerario della memoria con l’Archivio Storico Comunale e un modellino di pietra d’inciampo.

  • Fondazione Sacro Cuore Cesena (3^A e 3^B): 22 “Pietre della Memoria” censite tra monumenti, lapidi, lastre, rifugi e un cippo.

  • I.I.S. “G. Marconi” Pavullo nel Frignano: censimento di nove pietre memoriali e un modello del percorso memoriale dell’Appennino.

  • I.T.E.S. “M. Melloni” Parma e I.I.S. “Archimede” San Giovanni in Persiceto: lavori multimediali e interviste, con un’attenzione particolare alla memoria locale.

Le donne della Resistenza: un protagonismo da restituire

L’intervento dello storico Fabio Montella ha riportato al centro la questione delle donne nella Resistenza. Nel solo territorio della Bassa modenese sono state ricostruite le biografie di 313 donne che contribuirono alla lotta al nazifascismo. Montella ha ricordato i numeri nazionali: 35.000 partigiane riconosciute, 20.000 patriote, 2.750 donne uccise, 3.000 deportate e 4.500 arrestate e torturate. “Le donne sono state le uniche volontarie della guerra – ha sottolineato – perché gli uomini erano chiamati al fronte”.

La riflessione si è intrecciata con l’80° anniversario del primo voto delle donne. Nel marzo 1946, a Modena, l’89% degli aventi diritto partecipò al voto e per la prima volta tre donne sedettero in Consiglio comunale: Beatrice “Bice” Ligabue, Clelia Manelli e Ilva Vaccari. La figura di Gina Borellini – partigiana, medaglia d’oro al valor militare, deputata e a lungo presidente di ANMIG Modena – è stata al centro di un totem inaugurato in Comune e della conferenza-spettacolo “Tre partigiane d’oro”, dedicata anche a Gabriella Degli Esposti e Irma Marchiani, approdata alla Camera dei Deputati il 30 giugno 2026.

Il gemellaggio con Lecco e i nuovi progetti

Durante l’assemblea annuale è stato sottoscritto il protocollo di gemellaggio tra ANMIG Modena e ANMIG Lecco, firmato dai presidenti Adriano Zavatti e Mauro Bonfanti. Il gemellaggio – definito “una novità assoluta nella storia dell’Associazione” – mira a rafforzare la progettazione congiunta, lo scambio di buone pratiche e la diffusione dei risultati, con particolare attenzione al coinvolgimento dei giovani.

Tra i progetti comuni già avviati: il reading e il docu-film su Johann Trollmann, il pugile sinti che sfidò il nazismo; la presentazione del volume Silenzio innaturale di Irene Battaglia, dedicato all’esperienza del Covid-19 e al sacrificio dei medici in prima linea; e il progetto sulla Tregua di Natale del 1914, curato da Bonfanti e selezionato come finalista a un festival europeo.

I nuovi Giusti e il dovere della memoria

ANMIG Modena ha proseguito il percorso di riconoscimento dei “Giusti tra le Nazioni”. Dopo il monumento ai 23 modenesi Giusti nel Parco ANMIG, è stata inviata allo Yad Vashem la richiesta di riconoscimento per quanti, tra il 1943 e il 1945, salvarono l’ebreo Renzo Basola a Lago di Montefiorino. La vicenda, ricostruita dal socio Aldo Magnoni con documenti d’archivio, vide protagonisti Giulio Gaetti e Germano Augusto Lorenzi, allora quindicenni, che sottrassero Basola a un rastrellamento, e i coniugi Albino Santi ed Elide Merciari, che gli offrirono nascondiglio e cibo.

Conclusione

L’anno associativo 2026 conferma il ruolo di ANMIG Modena come presidio di memoria attiva: non una rievocazione rituale, ma un lavoro quotidiano che coinvolge scuole, archivi, istituzioni e comunità. Dalle pietre censite dagli studenti alle biografie delle partigiane, dai nuovi Giusti ai gemellaggi tra sezioni, il filo che unisce queste esperienze è lo stesso: trasformare il ricordo in consapevolezza e la consapevolezza in responsabilità civile.

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